TEMPI D’ATTESA PER ESEGUIRE LA MAMMOGRAFIA IN ITALIA

RISULTATI PRELIMINARE DI UN’INDAGINE TELEFONICA EFFETTUATA DALL’ANT …. 

Da più parti si afferma che per effettuare alcuni esami (per esempio la mammografia) occorre affrontare tempi di attesa molto prolungati.

Per mettere a fuoco questo specifico problema, nel mese di ottobre 2010 abbiamo effettuato un’indagine a campione per via telefonica.

Alcune nostre Collaboratrici, presentandosi come necessitanti di un esame mammografico, hanno richiesto a diversi CUP in Italia se vi era la possibilità di effettuare tale esame, dove ed in quanto tempo.

L’accuratezza di tale indagine, che va considerata solo indicativa, è condizionata dal mezzo utilizzato per richiedere l’informazione (il telefono) e dalla variabile disponibilità dei vari Operatori addetti alle prenotazioni.

Come già detto, consideriamo preliminari i risultati di questa indagine e ci sentiamo impegnati a raccogliere queste informazioni in modo più diretto.

Abbiamo svolto questa ricerca in 20 Regioni e in 109 Province.

In quasi tutte le Province, teoricamente, è possibile prenotare telefonicamente una mammografia, se si eccettua Modena dove l’operatore del CUP ha risposto che è necessario recarsi personalmente per mettersi in lista d’attesa. Dietro nostra insistenza ha affermato che “in linea di massima” l’attesa è di un anno.

In altre Province (Avellino, Caltanisetta, Medio campidano, Ogliastra, Olbia-Tempio, Padova Pescara, Salerno), forse è possibile prenotare telefonicamente, ma il prendere la linea è risultato impossibile anche dopo dieci tentativi in giorni e orari diversi.

In tutte le Aziende USL vengono richiesti i dati contenuti nell’impegnativa in mancanza dei quali non procedono alla prenotazione. Tuttavia insistendo, è possibile avere indicazioni in merito ai tempi di attesa tranne che per alcune Province che comunque non forniscono alcuna informazione; si tratta di Biella, Cuneo, Fermo, Firenze, Foggia, Gorizia, Lodi, Napoli, Palermo, Parma, Pesaro e Urbino, Terni.

La nostra richiesta di effettuare una mammografia si è sempre riferita all’ospedale più importante della zona. Va segnalato che nel caso in cui si fosse disponibili ad effettuare l’esame fuori Comune o presso una Casa di Cura privata convenzionata, i tempi di attesa generalmente si accorciano. Ad esempio a Trento, i tempi di attesa sono di circa 180 giorni ma scendono a 30 se si è disposti a fare l’esame a Rovereto. A Bologna il tempo di attesa per una mammografia presso l’Ospedale Maggiore è risultato essere di 280 giorni, di 75 giorni presso l’Ospedale Sant’Orsola e scende a 10 giorni se effettuato presso la Casa di Cura privata convenzionata Villa Erbosa.

La media dei giorni di attesa a livello nazionale è risultata di 87 giorni. Il tempo minimo è di un giorno ad Imperia, mentre il tempo massimo è di 570 giorni per la città di Crotone e, a livello regionale, di 225 giorni in Puglia.

Nella tabella che segue riportiamo i valori medi espressi in giorni di attesa in relazione alle varie Regioni presso le quali è stata effettuata l’indagine.

ABRUZZO 64
BASILICATA 75
CALABRIA 180
CAMPANIA 10
EMILIA-ROMAGNA 104
FRIULI VENEZIA GIULIA 50
LAZIO 65
LIGURIA 12
LOMBARDIA 60
MARCHE 112
MOLISE 9
PIEMONTE 59
PUGLIA 225
SARDEGNA 44
SICILIA 84
TOSCANA 128
TRENTINO ALTO ADIGE 195
UMBRIA 25
VALLE D’AOSTA 5
VENETO 183

 

Sulla base di questi preliminari dati, ben consapevoli che il metodo di rilevamento del fenomeno ha un valore solo indicativo, risulta evidente, in linea di massima e al di fuori dei programmi di screening non ovunque presenti, come sia impossibile effettuare, utilizzando la via della sanità pubblica, esami mammografici in tempi brevi nella maggioranza delle Province oggetto dell’inchiesta.

E’ evidente altresì che la situazione in alcune Province è da considerarsi, sotto questo profilo, “drammatica”.

Vero è che in alcune zone sono in atto programmi per effettuare gli esami mammografici periodicamente ogni 1-2 anni, ma è altrettanto evidente che, qualora, per qualsiasi motivo, una donna decida di richiedere tale esame (comparsa anche di piccoli noduli o dolori in sede mammaria, con o senza una richiesta del medico di famiglia) deve sottostare a tempi di attesa inaccettabili.

Per risolvere il problema occorrono, quindi, più mammografi (possibilmente di tipo digitale e quindi di ultima generazione), più tecnici e più radiologi dedicati. Occorrono, cioè, degli investimenti oltre, naturalmente, ad un più razionale impiego delle strutture e del personale già operante nel settore.

In questa prospettiva la Fondazione ANT ha deciso di

a)      allestire degli ambulatori presso il proprio Istituto, dedicati ai problemi oncologici femminili (Progetto Donna) e alla diagnosi precoce di noduli tiroidei e tumori della pelle (Progetto Melanoma) e

b)      ha provveduto all’acquisto di un ambulatorio mobile (Bus della Solidarietà) nel quale diventerà operativo un mammografo digitale di ultima generazione.

Anche per questi progetti chiediamo un aiuto concreto.

I versamenti possono essere effettuati direttamente sul nostro conto corrente postale 11 42 44 05 e il sostegno può essere offerto anche scegliendo la Fondazione ANT Italia per il 5×1000 in occasione della denuncia dei redditi (Codice Fiscale 01229650377).

Felice Eubiosia a tutti.

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