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Caro Prof. sono felice di iniziare a leggere sul suo blog nuove storie su di lei, sull’ANT e sulla vita più in generale. Dai suoi insegnamenti posso crescere ed essere continuamente stimolata.
Grazie e alla prossima ‘puntata’.
Silvia
Caro Franco, già il nome ci unisce ma nel leggere la lettera su La Nazione di mercoledi 11 luglio u.s. e la replica dell’Assessore alla Sanità del Veneto, ho sentito il dovere di conoscerti meglio, ho trovato il tuo Blog ed eccomi a scriverti.
Abito in Toscana e posso dire che anche da noi la legge sulla nonautosufficienza non manca, è la 66/2008 “Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza”, purtroppo e l’Assessore lo ha dimostrato con il suo intervento, tutti, dico tutti, gli “Attori” di questi progetti si fermano alle enunciazioni e nessuno, dico nessuno, prova a calarsi nel territorio come hai fatto tu!
COMPLIMENTI.
P.S. Mi presento meglio: Segretario Provinciale FNP/CISL – Lucca con delega alle “problematiche sociali”
Caro amico,
il suo apprezzamento ci conforta e ci auguriamo che prima o dopo anche lei possa “aiutarci per aiutare” i suoi concittadini.
Con l’occasione stiamo per pubblicare sul nostro blog l’ultimo bilancio operativo.
Avanti così e sempre insieme.
Felice Eubiosia,
Franco Pannuti
gentilissimo prof lei sa chi sono,volevo rinnovarle il mio invito in Puglia per parlare in regione per la questione che ci riguarda, sono 4 mesi che cerco di contattarla tramite mail anche se con scarsi risultati.volevo ricordarle che ho mandato copia della lettera che le ho mandato in data 15 febbraio 2011,al presidente della repubblica,al governatore della regione puglia,agli arcivescovi di bologna e di foggia alla fondazione j-j e a tutti gli organi stampa .nella speranza di risentirla a breve con notizie positive la saluto con una sua celebre frase: tratta i tuoi simili come fratelli. a presto.
gentilissimo prof. pannuti perchè la FONDAZIONE ANT ITALIA ONLUS ha licenziato del personale in Puglia e nonostante le numerose richieste ricevute di partecipare ad un tavolo di lavoro con le istituzioni civili e religiose per il reintegro del personale,, la drezione nella persona della dottoressa Pannuti no ha dato nessuna risposta,nonostante la Fondazione goda di uin ottima salute economica e finanziaria lasciando i licenziati in balia degli eventi e di fronte a probelmi di natura econmica visto il prdurare dello stato di non occupazione.nella speranza che lei possa porre rimedio a questa terribile ingiustizia mettedo in pratica il suo motto dove c’è disperazione che io porti speranza. la saluto e a nome del personale licenziato attendo risposta. grazie
Gentile Sig. Quitadamo,
ormai da mesi riceviamo le Sue e-mail nelle quali, lamentando la Sua situazione di disoccupazione, ci informa di avere interessato le più svariate istituzioni civili e religiose sollecitando un incontro con le medesime.
Saremo ben lieti di ricevere tali istituzioni, quando esse stesse ci chiederanno un incontro.
Ciò premesso, ci pare opportuno ricordarLe che ANT è una Fondazione Onlus senza scopo di lucro, che si regge massimamente sulla generosità di quanti si sentono partecipi delle finalità che essa si è data, e che le risorse così raccolte vengono destinate ad assicurare in tutta Italia assistenza domiciliare gratuita ai Sofferenti di tumore.
Per quanto riguarda la Sua situazione specifica, Lei ha già esperito, tramite un legale di Sua fiducia, il tentativo di conciliazione previsto dalla legge, rifiutando (legittimamente) la proposta transattiva avanzata (altrettanto legittimamente) dalla Fondazione tramite il proprio legale.
La vicenda è dunque rimessa ai legali, cui compete occuparsene a tutela delle rispettive posizioni.
Cordiali saluti.
il problema non è che in Puglia c’è ne stato solo un di licenziamento,ma molti di più.in una regione martoriata dalla disoccupazione dove la Fondazione ANT ha radici profonde e dove la stessa riceve gratificazioni morali ma soprattutto economiche,visto che in questa regione è stata firmata la convenzione con il contributo economico più alto,non penso sia giusto comportarsi cosi.Io penso che la Puglia e quindi gli operatori ant che operano in questa regione devono essere trattati alla stessa maniera di quelli che lavorano presso la sede centrale a Bologna.vorrei rinnovare ancha la domanda alla quale ancora oggi nessuno mi risponde della direzione della Fondazione ANT e cioè sul sito ci sono valori ant e risaltano frasi tipo “dove c’è disperazione che io porti speranza” oppure “tratta i tuoi simili come fratelli” e poi la risposta della direzione testualmente cita “la vicenda è dunque rimessa ai legali,cui compete occuparsene a tutela delle rispettive posizioni” .quindi si preferisce sostenere eventuali spese legali e non trovare una soluzione pacifica che non ledà la dignità umana e lavorativa della persona.
vorrei ricordare che alcuni degli operatori licenziati sono padri di famiglia e vorrei ricordare che le autorità civili e religiose sono a favore dei più deboli e questo attegiamneto di chiusura sicuramente penso sarà valutato nelle sedi opportune.
il problema non è che in Puglia c’è ne stato solo un di licenziamento,ma molti di più.in una regione martoriata dalla disoccupazione dove la Fondazione ANT ha radici profonde e dove la stessa riceve gratificazioni morali ma soprattutto economiche,visto che in questa regione è stata firmata la convenzione con il contributo economico più alto,non penso sia giusto comportarsi cosi.Io penso che la Puglia e quindi gli operatori ant che operano in questa regione devono essere trattati alla stessa maniera di quelli che lavorano presso la sede centrale a Bologna.vorrei rinnovare ancha la domanda alla quale ancora oggi nessuno mi risponde della direzione della Fondazione ANT e cioè sul sito ci sono valori ant e risaltano frasi tipo “dove c’è disperazione che io porti speranza” oppure “tratta i tuoi simili come fratelli” e poi la risposta della direzione testualmente cita “la vicenda è dunque rimessa ai legali,cui compete occuparsene a tutela delle rispettive posizioni” .quindi si preferisce sostenere eventuali spese legali e non trovare una soluzione pacifica che non ledà la dignità umana e lavorativa della persona.
vorrei ricordare che alcuni degli operatori licenziati sono padri di famiglia e vorrei ricordare che le autorità civili e religiose sono a favore dei più deboli e questo attegiamneto di chiusura sicuramente penso sarà valutato nelle sedi opportune.
LETTERA IN RISPOSTA A COMUNICATO DELLA DIREZIONE DELLA FONDAZIONE ANT
il problema non è che in Puglia c’è ne stato solo un di licenziamento,ma molti di più.in una regione martoriata dalla disoccupazione dove la Fondazione ANT ha radici profonde e dove la stessa riceve gratificazioni morali ma soprattutto economic……he,visto che in questa regione è stata firmata la convenzione con il contributo economico più alto,non penso sia giusto comportarsi cosi.Io penso che la Puglia e quindi gli operatori ant che operano in questa regione devono essere trattati alla stessa maniera di quelli che lavorano presso la sede centrale a Bologna.
vorrei rinnovare ancha la domanda alla quale ancora oggi nessuno mi risponde della direzione della Fondazione ANT e cioè sul sito ci sono valori ant e risaltano frasi tipo “dove c’è disperazione che io porti speranza” oppure “tratta i tuoi simili come fratelli” e poi la risposta della direzione testualmente cita “la vicenda è dunque rimessa ai legali,cui compete occuparsene a tutela delle rispettive posizioni” .quindi si preferisce sostenere eventuali spese legali e non trovare una soluzione pacifica che non leda la dignità umana e lavorativa della persona.
vorrei ricordare che alcuni degli operatori licenziati sono padri di famiglia e vorrei ricordare che le autorità civili e religiose sono a favore dei più deboli e questo attegiamneto di chiusura sicuramente penso sarà valutato nelle sedi opportune.
Libertà di pensiero
La libertà di manifestazione del pensiero è un diritto riconosciuto negli ordinamenti democratici.
Quindi questa libertà è riconosciuta da tutte le moderne costituzioni. Ad essa sono inoltre dedicati due articoli della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948:
Art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
L’art. 21 della Costituzione stabilisce che:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
ALLORA PERCHE’ LA DIREZIONE DELLA FONDAZIONE ANT ITALIA ONLUS NON PERMETTE AL MIO ACCONT SU FB DI COLLEGARSI ED ESPRIMERE IL MIO PENSIERO.E FAR CONOSCERE ALLA GENTE LA SITUAZIONE DEGLI “OPERATORI LICENZIATI ANT IN PUGLIA”.
Gentilissima direzione in relazione alla controversia lavorativa che ci vede contrapposti io rinnovo di nuovo l’invito al dialogo per dirimere questa situazione, nell’ottica di una soluzione che non leda la mia dignità lavorativa. I legali della Fondazione ben sapranno che ho decine e decine di testimoni anche dell’ospedale maggiore,oltre al fatto che ho prove di carattere documentale che ho raccolto che attestano che il mio rapporto lavorativo è stato sin dal 12 luglio del 2007 di lavoratore subordinato cioè dipendente e non collaboratore. Spero quindi che possiate rivalutare la mia posizione e il reintegro in organico dimostrando cosi buona volontà.
Nel frattempo io continuerò in quello che è un mio diritto e cioè rivendicare il tempo indeterminato visto che il mio iter lavorativo è stato lo stesso di E. F al quale voi dal 1 agosto 2009 avete fatto un regolare contratto a tempo indeterminato.
Quindi detto questo e per opportuna conoscenza sarò il promotore di una iniziativa supportato da Libera Stampa e da tanti privati cittadini,oltre ad essere appoggiato dalle autorità ecclesiastiche e civili e cioè in settimana protocollerò la richiesta di audizione presso la “Commissione sanità della Regione Puglia” presieduta dal dottor Marino a cui spiegherò le mie anzi le nostre ragioni
.
IN SINTESI CHIEDERO’ALLA COMMISSIONE SANITA’ DELLA REGIONE PUGLIA
1. se è giusto che si licenzi in alcuni casi anche in maniera pretestuosa adducendo a motivi di razionalizzazione organico, in una regione la Puglia dove si è firmata la convenzione più alta d’Italia e dove c’è un contributo da parte della Regione Puglia che negli anni scorsi è stato di 300000 euro e quest’anno è stato di 100000 euro.
2. se è giusto che a fronte di una invidiabile salute economica-finanziaria della Fondazione ANT Italia Onlus (e a fronte di nuove assunzioni che cozzano con le lettere di licenziamento che ci sono pervenute, in cui si dice che per la congiuntura economica internazionale che ha colpito anche il nostro paese) non si proceda al reintegro di personale.
3. se la Fondazione ANT Italia Onlus si sia resa conto che in una regione martoriata dalla disoccupazione come la Puglia, non si può lasciare per strada dei lavoratori alcuni dei quali con famiglia e che hanno assunto impegni economici che oggi hanno difficoltà ad assolvere
4. se la Regione Puglia non intenda visto l’attuale atteggiamento della direzione nella persona del suo attuale presidente dottoressa Pannuti rivedere i termini dell’accordo stipulato e agevolare altre associazioni meritorie sul territorio che possano sviluppare anche sinergie sull’intero territorio regionale con le UOCP,come è successo con il progetto sperimentale del Dottor Conversano a Monopoli che tanto successo ha riscosso.
Nella speranza di ottenere notizie positive che ripeto mi aiuterebbero e non poco. Saluto e attendo risposta. cordiali saluti.
carissimo professore perchè lei parla di solidarietà e poi la direzione della fondazione ant italia onlus lascia del personale a casa,e non risponde alle richieste di accordo.mi pieghi lei che è unapersona dotta è saggia, è questo quello che diceva san francesco,che lei tanto cita.non penso proprio.felice eubiosia
il vero lato della solidarietà,vergogna per questa povera gente licenziata dalla fondazione ant italia onlus
Alla c.a: Illustrissimo Presidente della Regione Puglia
Dott. Niki Vendola
Gentilissimo ed illustrissimo presidente della Regione Puglia le vorrei segnalare una situazione incresciosa,che si trascina ormai da un po’ di tempo, io sono il portavoce dei Licenziati della Fondazione Ant in Puglia e le volevo scrivere circa la situazione in cui mi trovo insieme ad altri colleghi. Siamo stati licenziati in maniera pretestuosa con il pretesto della congiuntura economica, sottolineo che come si evince dai bilanci della Fondazione in oggetto, questa onlus anche grazie alla lungimiranza del suo Fondatore gode di un invidiabile situazione economico e finanziaria e in concomitanza ai licenziamenti in Puglia ci sono state delle assunzioni in Emilia-Romagna.Quindi trovo anzi troviamo ingiusto penalizzare una regione da sempre vicina alla Fondazione ANT Italia Onlus,quello che dico è facilmente riscontrabile interfacciandosi con le ASL pugliesi infatti tutti sanno che le convenzione in vigore in Puglia è la più alta d’Italia e come lei sicuramente ricorderà la Fondazione ANT gode di un ulteriore aiuto da parte della regione che anche nel 2010 ha finanziato con un contributo di 100000 euro l’assistenza domiciliare oncologica fornita da ANT ,senza contare la generosità da parte dei singoli cittadini che con il 5 x 1000,ed erogazioni liberali contribuiscono alla riuscita del Progetto Eubiosia. Detto questo ripeto a nome dei colleghi nonché amici licenziati,noi troviamo ingiusto il comportamento tenuto dalla direzione della Fondazione ANT Italia Onlus nei nostri confronti perché questa decisione improvvisa ha leso la dignità lavorativa dei lavoratori,oltre a provocare notevoli disagi economici,fra di noi c’è gente che non riuscirà a pagare più il mutuo e vedrà vanificati i sacrifici di una vita. Le faccio quindi richiesta visto che lei da sempre è paladino dei più deboli e di chi soffre di convocare un tavolo di lavoro per questa situazione. Fiducioso che come sempre lei ci sia vicino e ci aiuti a risolvere questa spiacevole vicenda,la saluto, anzi la salutiamo.
onorevole galletti lei è membro del consiglio di amministrazione della fondazione ant italia onlus,io sono centinaie di lettere e di richieste che mando all’attuale presidente ,presidente dal quale non ricevo nessuna risposta. Fondazione che ha licenziato del personale in Puglia,in maniera pretestuosa e non avendo il minimo rispetto per chi come me,ha sempre fatto il bene di questa fondazione.ci ha lasciato in mezzo ad una strada con i mutui da pagare.ora noi la preghiamo prendere posizione.la ringraziamo molto per l’aiuto.
prof pannuti lei parla di comportarsi in maniera francescana e intanto la direzione della fondazione ant licenzia del personale e non risponde alle richieste di accordo da parte del portavoce di questi dipendenti messi in mezzo ad una strada,ma questa è la soliarietà-
AUGURI DI BUON NATALE E RICORDATEVI CHE MENTRE VOI FESTEGGERETE ,I LICENZIATI DELLA FONDAZIONE ANT ITALIA ONLUSSTARANNO SOFFRENDO PER UN GESTO SCELLERATO DEL PRESIDENTE RAFFAELLA PANNUTI CHE SOLO PER UN CAPRICCIO E PER FARE ASSUNZIONI A BOLOGNA HA LASCIATO GENTE CHE AVEVA CONTRATTO ANCHE DEI MUTUI IN MEZZO AD UNA STRADA